Non so se si era capito ma apprezzo gli anagrammi...
Esalando Prassi per esempio, piaccia o non piaccia, è uno dei banali anagrammi del mio cognome.
Se siete curiosi di sapere quali anagrammi cela il vostro nome, il nome di un vostro amico o una qualsiasi frase vi suggerisco di farvi un giro sul motore anagrammatico del Gaunt. [1]
Se poi siete dei maniaci come me potrete trovare soddisfazione installando il generatore di anagrammi an.
bash
blogger
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css
designer
didattica
errore/orrore
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informazione
interfaccia grafica
KDE
lancelot
Laue lens
lente di laue
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news ad orologeria
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fuseftp e sshfs
Montare file sistem remoti comincia a diventare un'abitudine a cui trovo difficile rinunciare
Ringrazio tanto gli sviluppatori idi fuseftp e sshfs, due applicazioni davvero utili che consentono, banda permettendo di connettere al proprio pc cartelle remote accessibili via ftp o ssh.
La modalita' di utilizzo e' molto simile nei due casi: ecco due semplici esempi:
Ringrazio tanto gli sviluppatori idi fuseftp e sshfs, due applicazioni davvero utili che consentono, banda permettendo di connettere al proprio pc cartelle remote accessibili via ftp o ssh.
La modalita' di utilizzo e' molto simile nei due casi: ecco due semplici esempi:
# create una directory su cui montare l'albero di cartelle remoto
mkdir ftpremotedir
# montate il fs
fuseftp --cache=memory ftpremotedir/ yourserver:/path/to/remotedir
# e all'occorrenza smontatelo
fusermount -u ftpremotedir
# create una directory su cui montare l'albero di cartelle remoto
mkdir sshremotedir
# montate il fs
sshfs ale@example.com:/path/to/remotedir sshremotedir/
# e all'occorrenza smontatelo
fusermount -u sshremotedir
Ack: uno strumento raffinato per curiosare nei file di testo
Nel mondo unix lo strumento principe per cercare stringhe nei file di testo e' sempre stato grep
Il programma grep (acronimo di global / regular expression / print) e' uno strumento che non puo' mancare nella cassetta degli attrezzi di uno sviluppatore. Anni e anni di sviluppo ne hanno affinato le potenzialita'. La pagina di manuale di grep e' una vera fonte di nuovi ed interessanti utilizzi per questo capolavoro di software.
Nel mio lavoro mi sono spesso giovato dalla definizione di un alias che mi permette di adattare grep alle mie esigenze:
Questo alias mi garantisce un output colorato, esclude le directory svn e file che non mi interessano.
Nonostante il mio infinito rispetto per grep, ultimamente devo ammettere di usarlo meno del solito. La regione di tutto cio' e' che ho cominciato ad usare ack (link).
Ack, a differenza di grep, e' meno "general purpose": mentre grep cerca in ogni file, ack evita di perdere tempo in file binary, in cartelle di sistemi di revisione del codice (svn, git, mercurial, ecc...) e in file di backup. Inoltre ha gia' di default l'output colorato, e la cosa non guasta di certo! Praticamente tutte le cose che ho dovuto specificare nel mio alias, ack le fa di default. Ma non e' finita :)
Caratteristica peculiare di ack e' la possibilita' specificare tipi di file per gruppi. Per esempio uno sviluppatore plone trarra' vantaggio dall'opzione --plone (che restringe la ricerca a file con estensione py, cpy, pt, metadata, ecc... ) mentre uno sviluppatore c++ potra usare il flag --cpp (che ricerca nei file cpp, cc, h ecc...). Ovviamente tali gruppi sono personalizzabili.
Come se non bastasse, ack di default analizza ricorsivamente la directory corrente, mentre grep di default analizza lo standard input, cosa che si adatta sicuramente di piu' alle mie esigenze.
Ma non voglio andare oltre nell'illustrarvi le peculiarita' di questo software. Mi limito ad invitarvi a provarlo sicuro che anche voi, come me, ne apprezzerete la comodita'.
Ack homepage: http://petdance.com/ack/
Il programma grep (acronimo di global / regular expression / print) e' uno strumento che non puo' mancare nella cassetta degli attrezzi di uno sviluppatore. Anni e anni di sviluppo ne hanno affinato le potenzialita'. La pagina di manuale di grep e' una vera fonte di nuovi ed interessanti utilizzi per questo capolavoro di software.
Nel mio lavoro mi sono spesso giovato dalla definizione di un alias che mi permette di adattare grep alle mie esigenze:
[ale@chandra ~]$grep grep .bashrc
alias grep="grep --color --exclude-dir=.svn --exclude={*.pyc,*~,*.pyo}"
Questo alias mi garantisce un output colorato, esclude le directory svn e file che non mi interessano.
Nonostante il mio infinito rispetto per grep, ultimamente devo ammettere di usarlo meno del solito. La regione di tutto cio' e' che ho cominciato ad usare ack (link).
Ack, a differenza di grep, e' meno "general purpose": mentre grep cerca in ogni file, ack evita di perdere tempo in file binary, in cartelle di sistemi di revisione del codice (svn, git, mercurial, ecc...) e in file di backup. Inoltre ha gia' di default l'output colorato, e la cosa non guasta di certo! Praticamente tutte le cose che ho dovuto specificare nel mio alias, ack le fa di default. Ma non e' finita :)
Caratteristica peculiare di ack e' la possibilita' specificare tipi di file per gruppi. Per esempio uno sviluppatore plone trarra' vantaggio dall'opzione --plone (che restringe la ricerca a file con estensione py, cpy, pt, metadata, ecc... ) mentre uno sviluppatore c++ potra usare il flag --cpp (che ricerca nei file cpp, cc, h ecc...). Ovviamente tali gruppi sono personalizzabili.
Come se non bastasse, ack di default analizza ricorsivamente la directory corrente, mentre grep di default analizza lo standard input, cosa che si adatta sicuramente di piu' alle mie esigenze.
Ma non voglio andare oltre nell'illustrarvi le peculiarita' di questo software. Mi limito ad invitarvi a provarlo sicuro che anche voi, come me, ne apprezzerete la comodita'.
Ack homepage: http://petdance.com/ack/
safe-rm: proteggetevi dalle distrazioni
A volte puo' capitare di eliminare un file od una directory involontariamente a causa di stanchezza, distrazione. Il piu' delle volte il colpevole e' il comando rm, un comando di basso livello, molto ligio al dovere e forse viene utilizzato talmente tanto da sottovalutarne la pericolosita'.
Anche io sono uno di quelli che ha perso dei dati a causa di uno script che invocava un rm azzardatamente. Per fortuna avevo un backup recente e ho recuperato in fretta quanto ho perso. Ma quell'esperienza mi ha messo sul chi va la'!
Una soluzione a queste tragedie, tipiche del Venerdi' pomeriggio e che vi possono rovinare il weekend, e' safe-rm, un programma molto semplice che si comporta in maniera identica ad rm, ma permette di specificare una serie di file o directory in una lista (a livello globale e per utente).
safe-rm e' uno script perl di meno di 200 leggibilissime righe che potete scaricare da qui
Rimuovere kernel obsoleti
Un simpatico trucchetto per semplificarsi la vita
Quando si installa un nuovo kernel e' buona prassi conservare quello vecchio: dovesse andare storto qualcosa nell'aggiornamento. [1]
I gestori dei pacchetti lo sanno e, a differenza di quanto succede per un software normale, ad esempio firefox, dopo l'aggiornamento non rimuovono i pacchetti vecchi.
Capita, per questo motivo, di avere svariate versioni del kernel inutilizzate installate sulla propria macchina.
Per eliminarle tutte senza diventare matti tra dipendenze, interfacce grafiche e via dicendo vi do un simpatico consiglio, che funziona su Mandriva ma e' facilmente riscalabile ad altre distribuzioni. Il comando magico e':
X.Y.ZZ e' la versione obsoleta del kernel. Vi faccio notare che nel comando di prima sono stati utilizzati gli apici retroversi, che permettono di inserire all'interno di un comando l'output di un altro comando.
Prima di procedere potreste voler controllare i pacchetti che vengono rimossi. A tal fine e' sufficiente dare il comando contenuto tra gli apici retroversi, il quale vi restituira' in output i pacchetti incriminati e destinati ad essere rimossi.
[1] Per esempio puo' succedere che su un nuovo kernel non si riescano a compilare driver esterni, soprattutto nel caso dei driver proprietari.
I gestori dei pacchetti lo sanno e, a differenza di quanto succede per un software normale, ad esempio firefox, dopo l'aggiornamento non rimuovono i pacchetti vecchi.
Capita, per questo motivo, di avere svariate versioni del kernel inutilizzate installate sulla propria macchina.
Per eliminarle tutte senza diventare matti tra dipendenze, interfacce grafiche e via dicendo vi do un simpatico consiglio, che funziona su Mandriva ma e' facilmente riscalabile ad altre distribuzioni. Il comando magico e':
urpme `rpm -qa|grep kernel|grep X.Y.ZZ`X.Y.ZZ e' la versione obsoleta del kernel. Vi faccio notare che nel comando di prima sono stati utilizzati gli apici retroversi, che permettono di inserire all'interno di un comando l'output di un altro comando.
Prima di procedere potreste voler controllare i pacchetti che vengono rimossi. A tal fine e' sufficiente dare il comando contenuto tra gli apici retroversi, il quale vi restituira' in output i pacchetti incriminati e destinati ad essere rimossi.
[1] Per esempio puo' succedere che su un nuovo kernel non si riescano a compilare driver esterni, soprattutto nel caso dei driver proprietari.
gmailfs: 5 GB gratis per il vostro pinguino
Impariamo ad utilizzare i 5 GB (in continua crescita) di gmail come spazio disco.
Gmailfs e' una utility che permette di utilizzare l'enorme spazio che Google mette a disposizione dei suoi utenti come un normale disco fisso. Bisogna dire che l'accesso alla risorsa e' ovviamente molto piu' lento di un reale hard disk ed e' condizionato dal possesso di un account su gmail e dall'essere connessi al momento dell'utilizzo.
Se non avete fretta e avete una flat o se semplicemente vi va, considerate l'opportunita' di utilizzare gmailfs o per backup di emergenza [*] o come una sorta di ftp/chiavetta USB su cui mettere dei dati che vi potranno tornare utili ovunque voi siate.
[*] gmailfs e' ancora in test, percui usatelo solo come ultima spiaggia o come doppia copia!!!
Dipendenze
Vi occorre python-fuse (in mandriva si installa con "urpmi python-fuse") e l'ultima versione di libgmail.
Per montare gmailfs come utente normale dovete essere nel gruppo fuse.
Chi usa Mandriva 2008.0 notera' che questa distribuzione mette a disposizione solo la versione 0.1.7, ma non basta!!!
Nessun problema, arrivo io!!! Se volete ho gia' pronto un rpm per Python 2.5 costruito su mandriva 2008.0.
Si installa con i comandi:
Se volete installare da sorgenti scaricate l'ultima versione [link] e poi date i seguenti comandi...
Il sito di gmailfs, dove troverete la documentazione ufficiale ed eventuali novita', e' il seguente:
http://richard.jones.name/google-hacks/gmail-filesystem/gmail-filesystem.html
La versione che ho installato oggi e la 0.8 scaricabile direttamente da qui.
Una volta scaricato il pacchetto aprite una console e date i seguenti comandi:
Tirate un bel sospiro di sollievo create la cartella sotto cui volete montare gmailfs
1) mount.gmailfs deve essere in grado di leggere il suo file di configurazione, altrimenti non funziona. Avete due scelte:
2) Puo' essere che non riusciate ad usare fuse, in particolare ad accedere a /dev/fuse. Probabilmente non siete ancora nel gruppo fuse. Inseritevi in questo gruppo utilizzando vigr o gli appositi strumenti di gestione della vostra distribuzione e riloggatevi.
Una volta riloggati il comando groups dovrebbe aggiornarvi sulla vostra appartenenza al gruppo di fuse.
3) Se quando montate gmailfs vi da un messaggio del tipo: HTTP Error 400: Bad Request e poi non potete scrivere o leggere nulla da gmailfs perche' continuamente tormentati dall'errore "no space left on device", aggiornate libgmail all'ultima versione (piu' sopra spiego come fare).
Saluti e baci
Spero di esservi stato di aiuto. Qualora permanessero dubbi o riscontraste errori vi prego di scrivermi.
Grazie e ciao!
Gmailfs e' una utility che permette di utilizzare l'enorme spazio che Google mette a disposizione dei suoi utenti come un normale disco fisso. Bisogna dire che l'accesso alla risorsa e' ovviamente molto piu' lento di un reale hard disk ed e' condizionato dal possesso di un account su gmail e dall'essere connessi al momento dell'utilizzo.
Se non avete fretta e avete una flat o se semplicemente vi va, considerate l'opportunita' di utilizzare gmailfs o per backup di emergenza [*] o come una sorta di ftp/chiavetta USB su cui mettere dei dati che vi potranno tornare utili ovunque voi siate.
[*] gmailfs e' ancora in test, percui usatelo solo come ultima spiaggia o come doppia copia!!!
Dipendenze
Vi occorre python-fuse (in mandriva si installa con "urpmi python-fuse") e l'ultima versione di libgmail.
Per montare gmailfs come utente normale dovete essere nel gruppo fuse.
Chi usa Mandriva 2008.0 notera' che questa distribuzione mette a disposizione solo la versione 0.1.7, ma non basta!!!
Nessun problema, arrivo io!!! Se volete ho gia' pronto un rpm per Python 2.5 costruito su mandriva 2008.0.
Si installa con i comandi:
wget http://alessandro.pisa.googlepages.com/libgmail-0.1.8-1.noarch.rpmIl nome del pacchetto da togliere potrebbe cambiare qualora aveste un'altra distribuzione, ma quello da installare va bene per tutte quelle che hanno Python 2.5!
# inserite password di root se necessario.
# togliamo la vecchia versione e installiamo la nuova
su -c "rpm -e python-libgmail"
su -c "rpm -Uvh libgmail-0.1.8-1.noarch.rpm"
Se volete installare da sorgenti scaricate l'ultima versione [link] e poi date i seguenti comandi...
# scompattate il fileCome installarlo
tar xfz libgmail-0.1.8.tar.gz
cd libgmail-0.1.8/
# inserite la password di root quando richiesto
su -c "python setup.py install"
Il sito di gmailfs, dove troverete la documentazione ufficiale ed eventuali novita', e' il seguente:
http://richard.jones.name/google-hacks/gmail-filesystem/gmail-filesystem.html
La versione che ho installato oggi e la 0.8 scaricabile direttamente da qui.
Una volta scaricato il pacchetto aprite una console e date i seguenti comandi:
# scompatta l'archivioA questo punto seguite le istruzioni per modificare le seguenti righe del il file $HOME/.gmailfs:
tar xfz gmailfs-0.8.0.tar.gz
# cambiate directory
cd gmailfs-0.8.0/
# Copiate i file nei posti giusti. Inserite la password di root quando richiesto
su -c "cp gmailfs.py /usr/local/bin/"
su -c "cp mount.gmailfs /sbin/"
cp gmailfs.conf $HOME/.gmailfs
# Mettiamo permessi sicuri
chmod 600 $HOME/.gmailfs
username = gmailusername # <- metteteci il vostro account senza @gmail.comSiete pronti???!!!
password = gmailpassword # <- metteteci la vostra password... Non siate paranoici!!!
fsname = linux_fs_3 # <- metteteci quello che vi pare, anche qualcosa di strano tanto non vi servira' granche'...
logfile = ~/gmailfs.log # <- metteteci ~/.gmailfs.log, sara' meno in mezzo ai piedi :)
Tirate un bel sospiro di sollievo create la cartella sotto cui volete montare gmailfs
mkdir $HOME/gmailfse date il comando
/sbin/mount.gmailfs /usr/local/bin/gmailfs.py $HOME/gmailfsSe date il comando df per due volte vedrete che la prima volta si lagnera', ma la seconda vi dira' qualcosa di simile:
python 5.0G 144M 4.8G 3% /home/xxx/gmailfsComplimenti!!! ora potete usare la cartella $HOME/gmailfs come usaste una penna USB! Alla fine ricordatevi di smontarla con:
fusermount -u $HOME/gmailfsProblemi incontrati e risolti
1) mount.gmailfs deve essere in grado di leggere il suo file di configurazione, altrimenti non funziona. Avete due scelte:
- metterlo sotto /etc/gmailfs.conf
- metterlo sotto $HOME/.gmailfs
2) Puo' essere che non riusciate ad usare fuse, in particolare ad accedere a /dev/fuse. Probabilmente non siete ancora nel gruppo fuse. Inseritevi in questo gruppo utilizzando vigr o gli appositi strumenti di gestione della vostra distribuzione e riloggatevi.
Una volta riloggati il comando groups dovrebbe aggiornarvi sulla vostra appartenenza al gruppo di fuse.
3) Se quando montate gmailfs vi da un messaggio del tipo: HTTP Error 400: Bad Request e poi non potete scrivere o leggere nulla da gmailfs perche' continuamente tormentati dall'errore "no space left on device", aggiornate libgmail all'ultima versione (piu' sopra spiego come fare).
Saluti e baci
Spero di esservi stato di aiuto. Qualora permanessero dubbi o riscontraste errori vi prego di scrivermi.
Grazie e ciao!
Riga di comando VS Interfaccia grafica
Ovvero quando la tanto temuta shell surclassa per semplicita' le goffe interfacce grafiche
Oggi ho installato picasa sul mio portatile. Uso linux come sistema operativo (Mandriva Spring, nell'attesa che tra pochi giorni esca la 2008...) e l'installazione e' filata liscia, dimostrandosi di una banalita' mostruosa, grazie all'utilizzo di soli due comandi!
E' stato sufficiente reperire il seguente comando sul sito di google:
Quando dicono che linux e' complesso e difficile da usare io sorrido, pensando a situazioni come queste e ad altre che incontro quotidianamente durante il mio lavoro. Con altri sistemi operativi non saprei come fare certe operazioni o le svolgerei molto piu' lentamente.
La difficolta' di un gesto e' relativa, l'abitudine e la pratica permettono di svolgere con estrema naturalezza, quasi sovrappensiero, lavori oggettivamente complessi. Pensate a quando guidate un automobile, o ad un atleta professionista!
Io ritengo che parecchie persone riterrebbero molto piu' semplice usare linux rispetto a windows se non si fossero gia' tanto impratichiti con quel sistema operativa. Prova ne sia che chi passa da win 98 o win XP a Vista rimane inizialmente spaesato, per poi magari preferire la nuova soluzione.
Oggi ho installato picasa sul mio portatile. Uso linux come sistema operativo (Mandriva Spring, nell'attesa che tra pochi giorni esca la 2008...) e l'installazione e' filata liscia, dimostrandosi di una banalita' mostruosa, grazie all'utilizzo di soli due comandi!
E' stato sufficiente reperire il seguente comando sul sito di google:
urpmi.addmedia -v google http://dl.google.com/linux/rpm/stable/i386 with hdlist.czDopo pochissimo, ho potuto installare picasa con il semplicissimo comando:
urpmi picasaAvessi dovuto fare la stessa cosa con l'interfaccia grafica, che Mandriva mette a disposizione e che nei miei giorni di noviziato mi e' stata tanto utile e cara, avrei dovuto eseguire un numero di operazioni molto maggiore con conseguente rischio di commettere errori. La serie di operazioni necessarie e' descritta nello stesso nello stesso sito di google, e come vedete fa spavento! O per meglio dire brilla la semplicita' della riga di comando!
Quando dicono che linux e' complesso e difficile da usare io sorrido, pensando a situazioni come queste e ad altre che incontro quotidianamente durante il mio lavoro. Con altri sistemi operativi non saprei come fare certe operazioni o le svolgerei molto piu' lentamente.
La difficolta' di un gesto e' relativa, l'abitudine e la pratica permettono di svolgere con estrema naturalezza, quasi sovrappensiero, lavori oggettivamente complessi. Pensate a quando guidate un automobile, o ad un atleta professionista!
Io ritengo che parecchie persone riterrebbero molto piu' semplice usare linux rispetto a windows se non si fossero gia' tanto impratichiti con quel sistema operativa. Prova ne sia che chi passa da win 98 o win XP a Vista rimane inizialmente spaesato, per poi magari preferire la nuova soluzione.
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