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Piu' che una smentita un'ulteriore riprova...


L'inverno della provvidenza
Mi affido quotidianamente a google news per conoscere cio' che in Italia e all'estero si dice nel mondo scientifico. Purtroppo qualche volta capita che si intrufolino articoli la cui pertinenza alla mia richiesta di sapere e' nulla.

E' successo anche oggi, purtroppo ...


Tra gli articoli recapitatemi oggi da google news nella categoria "matematica" vi era, a sorpresa, un articolo del quotidiano "il Giornale" dal titolo "LA BALLA SPAZIALE", cosi', in maiuscolo...
Mi immaginavo di trovarmi di fronte a qualcuno che tentava di fare i conti con la scienza senza averne i titoli, ma la realta' ha superato ogni mia previsione. Cio' che ho trovato e' stato un autentico manifesto di ignoranza scientifica a firma del Sig. Granzotto, a cui faccio i complimenti per la puntualita' con cui dimostra la affidabilita' del "giornale" per cui scrive.

Se volete ridere pure voi vi consiglio di leggere l'articolo originale, fa spanciare...

In poche parole Granzotto guarda fuori dalla finestra, vede la neve, accende la TV, vede la neve, e capisce:
1 - il riscaldamento globale non esiste
2 - milioni di persone che hanno il piacere di informarsi da fonti diverse dalle sue si sono fatte prendere in giro dalle stesse
3 - prendere provvedimenti contro cio' che la sua accurata ricerca scientifica di un paio di minuti ha stabilito essere inesistente e' cosa da folli
4 - Silvio Berlusconi e' un esempio di uomo illuminato perche' queste cose le ha capite senza neanche guardare fuori dalla finestra

In tutto questo marciume si salvano poche cose:
1 - la stampa italiana e' inadeguata a parlare di scienza (cosa che dovrebbe spingere lo stesso Granzotto ad astenersi dal farlo)
2 - previsioni a lungo termine sono scarsamente attendibili (il sistema meteo e' talmente delicato e complicato da non poter permettere estrapolazioni avventate)

Ah, quanto mi auguro di trovarmi di fronte qualcuno che sostenga la tesi di questo "giornalista", per riportarlo con i piedi per terra e arrendersi all'evidenza!!!

Gli errori che commette questo giornalista sono molteplici. In primo luogo non si capisce come un fenomeno limitato nello spazio e nel tempo e analizzato, a dir poco, superficialmente smentisca, da solo, centinaia di anni di misure scientifiche provenienti da tutte le parti del globo!

Queste persone scambiano una fluttuazione per un trend e un trend per una fluttuazione, ci scrivono sopra articoli e li pagano pure!!!

La comunita' scientifica non ha dubbi che il pianeta si stia riscaldando, come dimostrano le misure mostrate in figura. Casomai si dibatte sul contributo umano a questo riscaldamento, ma oramai quasi tutti cedono all'evidenza e accettano la correlazione tra emissione di CO2 e aumento della temperatura.

Invito tutti i lettori a visitare il sito http://www.ipcc.ch/ per trovare un'innumerevole mole di dati
relativi all'argomento misurati da professionisti su tutto il pianeta per anni.



Messo in chiaro che da un punto di vista scientifico l'articolo ha 0 contenuti, mi rattrista constatare che detto articolo, invece di essere cassato a priori, e' in cima alla classifica dei piu' letti di oggi e mostra in bella evidenza un gradimento pari a 4 stelle su 5!!! Spero vivamente non siano voti reali e che coloro che vi sono approdati l'abbiano fatto per ridere, con amarezza, di quello che scrive questo giornalista.
Se cosi' non fosse mi verrebbe il sospetto che questo paese sia pieno di minutaglia e di rincoglioniti ed e' forse per questo che il nostro "premier" gode di tanto consenso.

Disgustorama

I giornali, l'LHC e la cultura scientifica in Italia

LHC e zero assoluto
A me dispiace che ci caschi sempre di mezzo lui, ma ancora una volta il Corriere della Sera se ne esce con un errore madornale in un articolo a proposito dell'acceleratore di particelle LHC, recente protagonista delle prime pagine dei giornali.

In questo articolo non vi parlero' di buchi neri o di fine del mondo, ma di qualcosa che forse e' ben peggiore: questo articolo!
Parlando della procedura di riparazione, il "giornalista" dice:
l'acceleratore dovrà essere portato a temperature superiori allo zero assoluto.
Alle scuole superiori lo insegnano ancora che la fisica, come la conosciamo oggi, vieta di scendere sotto lo zero assoluto, limite inferiore che non si puo' raggiungere?
Non credo di poter dire che questa sia una svista dell'autore, ma proprio una lacuna sull'argomento. Molto grave a mio parere.

D'altra parte poco prima sempre lo stesso giornalista si avventura in un mondo non suo parlando di "elio superraffreddante": non mi risulta che il termine superraffreddante sia codificato dalla scienza ufficiale.

E' veramente triste constatare che la scienza in Italia sia raccontata in questo modo su una delle maggiori testate giornalistiche. La scienza finisce in prima pagina solo quando assume i connotati stregoneschi di chi puo' distruggere il mondo (vedi LHC e buchi neri) o quando sembra fornire la bacchetta magica (l'energia nucleare toccasana del paese).

Purtroppo la scienza e' altra cosa
Inutile ribadire concetti che alle persone normali sono ben chiari, ma lo faccio lo stesso :)
Un paese senza materie prime deve puntare sulla conoscenza per alimentare il fuoco del progresso, piuttosto che puntare sull'ignoranza, che alimenta solo i politici.
E se i mezzi di comunicazione di massa continueranno cosi', ben difficilmente i giovani si appassioneranno alle meraviglie della natura e al loro studio.

La politica e' anche incentivare la cultura scientifica
Anche di questo si dovrebbe occupare la politica, incentivare un giornalismo scientifico di eccellenza, lasciandogli spazi importanti nei telegiornali delle reti nazionali. Purtroppo gli stessi spazi servono a fare i loro interessi, quindi non lo faranno mai.
A noi, dunque la responsabilita' di colmare questa lacuna, di crescere i nostri figli e di cambiare questa classe politica parassita.

Il Wi-Fi e il mal di testa

Stasera la splendida trasmissione Report, condotta magistralmente dalla fenomenale Milena Gabanelli, parlera' delle conseguenze delle onde radio delle reti Wifi sulla salute
Prima di sentire quello che la trasmissione avra' da dirci vorrei solo fare qualche riflessione. Attualmente siamo molto ignoranti su come le onde elettromagnetiche influenzino la salute umana, questo a causa della complessita' dell'organismo umano e (forse) dell'interesse di qualcuno a far permanere questo stato di ignoranza. Probabilmente se la gente sapesse che rischia qualcosa chiederebbe al legislatore misure difensive che renderebbero anti economici le attivita' correlate.
Cosi' e' successo per la telefonia cellulare: durante il boom dei cellulari si sprecavano i servizi e gli articoli sulla pericolosita' delle onde elettromagnetiche degli stessi. Quelle che ora saranno utilizzate per il wifi non sono molto diverse. Sinceramente non capisco perche' si risollevi l'argomento sotto altro nome quando ancora non si e' dipanata la matassa precedente. E soprattutto non mi risulta che un tale allarmismo si sollevi per altre forme di telecomunicazione (TV e radio) che sfruttano onde elettromagnetiche, anche se in altre frequenze.

Il mio timore e' che a furia di sollevare allarmi per ogni nuova banda dello spettro elettromagnetico che verra' utilizzata per servizi nuovi, poi si finisca per ottenere l'effetto opposto, ovvero un disinteresse della popolazione per una forma di inquinamento a cui non e' "sensibile" (i nostri 5 sensi non ce la fanno a vedere le onde elettromagnetiche al di fuori della banda visibile [1]).
L'interesse verso questo tema non deve scemare, visto che tanta gente ci lucra su ed e' sicuramente disposta a calpestare la salute di molti per il proprio tornaconto personale.

In qualita' di dottore di ricerca in fisica vi posso assicurare che radiazione elettromagnetica e materia interagiscono, ma purtroppo non posso dirvi nulla sugli effetti dell'interazione. Occorre fare esperimenti e studi dettagliati, con piglio scientifico e in maniera libera e indipendente dai potenti interessi economici che vorrebbero condizionare gli esiti di alcune prove sperimentali. Se cosi' non verra' fatto succedera' cio' che succede con altre forme di inquinamento [2]: un tributo di vite sacrificato agli altari del progresso.

Purtroppo l'amara verita' e' che queste vittime sono fisiologiche. Lo smog delle auto c'e' perche' "noi" lo vogliamo e questo desiderio viene pagato da tutti in termini di salute. Purtroppo, alla fine diventa solo un problema di bilancio, di costi e benefici. Solo che nel bilancio entrano delle voci soggetive e non e' possibile dare una risposta scientifica su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.

[1] Mica per niente si chiama cosi'... :)
[2] Vedi i brucia immondizia e sputa veleni, in altre parole "termovalorizzatori"

Polca II all'ESRF

Ho scoperto che mi stavano spiando!
All'inizio del 2007 insieme a colleghi dell'IASF di Bologna e di Palermo e ad un collega dell'Universita' di Coimbra, sono andato in uno dei piu' importanti sincrotroni del mondo, l'ESRF di Grenoble.

A distanza di un anno ho scoperto che c'e' una galleria di immagini impietose che sono state scattate nei momenti di sconforto ed esaltazione che si altalenavano in quelle ore frenetiche!
Il tempo a nostra disposizione era di solo una settimana e il lavoro da fare era immane. Le uniche ore libere erano quelle passate a mangiare o a dormire, ed essendo i ritmi cosi' sballati e gli orari della mensa molto rigidi, vivere decentemente era un grosso problema.

In realta' il tempo e' volato e con il duro lavoro svolto sono arrivate anche le soddisfazioni.
Vi saluto con un'immagine che mi mostra la lavoro alle 21 e 33 mentre osservo un picco assorbimento!
Ah! Che bella la vita del fisico!

P.s.: alla fine della web gallery c'e' un servizio del TG portoghese (prima serata, non sono mica degli straccioni come noi...) che descrive il nostro lavoro!

Ce l'abbiamo fatta!!!

Il prototipo di lente di Laue realizzato nel Dipartimento di Fisica dell'Universita' di Ferrara va che e' una bellezza!
Direi che l'eloquenza massima si puo' raggiungere solo mostrandovi questa immagine.L'immagine mostra i raggi X (energia circa 100 keV) rifocalizzati dal prototipo realizzato da me e dal mio gruppo. Il risultato ottenuto e' preliminare, ma decisamente soddisfacente. Le condizioni ottimali verranno raggiunte solamente in seguito ad uno studio attento dei dati sperimentali, in seguito al quale sara' possibile riposizionare e riorientare la lente al fine di ottenere il massimo dalle sue sue potenzialita'.

A mia conoscenza questo e' il primo prototipo di lente di Laue rifocalizzante che sia mai stato realizzato.
Un precedente esperimento francese, nome in codice Claire, il cui leader e' Peter von Ballmoos, aveva precorso i tempi, realizzando una lente di Laue di tipo diverso ottimizzata per osservare sorgenti celesti, scatenando l'interesse della comunita' scientifica: mai fino ad allora era stato realizzato un telescopio focalizzante operativo nella banda dei raggi X duri.

L'astronomia X e gamma, gia' sconvolta da numerose scoperte negli ultimi anni della sua giovane vita, e' destinata ad un nuovo scossone. Grazie agli strumenti di nuova generazione sara' possibile svelare i misteri delle sorgenti celesti piu' violente: buchi neri, stelle di neutroni, sistemi binari, supernovae, gamma ray burst e via briscola.

Tecniche Monte Carlo applicate a lenti di Laue

Ho sviluppato un software in Python dedicato alla simulazione di lenti di Laue destinato ad essere usato nell'ambito del progetto di Ricerca e Sviluppo in cui sono attualmente impegnato.

Gli elementi chiave da modellare nel programma sono tre:
1) i fotoni
2) il singolo cristallo
3) il detector

I fotoni e la loro sorgente
I fotoni prodotti sono modellizzati mediante la creazione di una classe dalla quale si puo' risalire in ogni momento alla loro posizione e al loro vettore d'onda. Dal vettore d'onda e' poi possibile risalire alla direzione di propagazione, all'energia e alla lunghezza d'onda del fotone stesso.
Funzioni specializzate si preoccupano di trasportare i fotoni incidenti dalla sorgente al cristallo, in cui vengono diffratti con una probabilita' dipendente dalla fisica del problema, e i fotoni diffratti dal cristallo al detector.

La sorgente di fotoni da simulare, un tubo a raggi X marca Siemens in grado di operare fino a 150 kV, presenta uno spettro di emissione di tipo Bremsstrahlung. Per simularne lo spettro sono state eseguite misure in laboratorio con un detector al Germanio raffreddato con azoto liquido. Tali misure sono state inserite nel programma in maniera tale che lo spettro dei fotoni simulati ricalcasse esattamente quello reale.

Per ottimizzare il tempo di calcolo, sono stati simulati unicamente i fotoni destinati a finire sulla superficie dei cristalli, visto che i fotoni destinati altrove vengono assorbiti da apposite schermature.

I cristalli
I cristalli simulati sono stati modellizzati tramite la creazione di una classe contenente informazioni circa il materiale componente il cristallo (rame a mosaico in questo caso) la loro forma, posizione e orientazione nello spazio.
Nel momento in cui fotone e cristallo interagiscono, esiste una probabilita' p che il fotone venga diffratto.
Qualora questo avvenga il fotone esce dal cristallo e viene trasportato fino al piano focale, in cui e' posto il detector.
La lente e' composta da venti cristalli disposti uniformemente su di una circonferenza di raggio 18 cm.
Nel caso ideale, i piani reticolari piu' probabili hanno normale diretta verso il centro della circonferenza. Il programma puo' tener conto di eventuali, disallineamenti.
Il programma puo' lavorare su tutti i cristalli contemporaneamente, su di un cristallo singolo, o su un sottoinsieme di cristalli.

Il detector
Il detector simulato e' sensibile alla posizione e dotato di 1024x1024 pixels, ciascuno di dimensione 0.3x0.3 mm2. Il centro del detector e' posto sull'asse ottico dell'esperimento.
I fotoni che cadono all'interno della superficie attiva del detector vengono misurati, quelli all'esterno vengono distrutti.

Finalita' del software
Tramite il codice sviluppato e' possibile determinare gli errori di allineamento dei singoli cristalli o della lente intera e capire quanto la qualita' del prototipo studiato differisca da quella massima ottenibile da un punto di vista teorico.

Densita' dell'acqua marina

Ti sei mai chiesto quanto e' piu' densa l'acqua del mare rispetto a quella pura (H2O)?
L'acqua pura, H2O, differisce da quella dei fiumi e dei mari poiche' queste ultime contengono sostanze disciolte o in sospensione.
In particolare l'acqua del mare e' piu' densa perche' contiene in percentuale rilevante cloruro di sodio (NaCl), il normale sale da cucina.

La densita' dell'acqua dipende da diversi fattori quali temperatura e profondita'. La densita' superficiale varia in un intervallo di valori da 1.020 a 1.029 kg/l.
Man mano che ci si avvicina al fondo la densita' aumenta fino a raggiungere un valore costante.
Si veda l'esempio riportato in figura.

Sull'asse delle ascisse la densita' in g/cc (equivalenti a kg/l), su quello delle ordinate la profondita' in m.

Come si vede la variazione di densita' e' piccola, anche se in realta' i suoi effetti sono evidenti e importantissimi: e' una delle cause del rimescolamento delle acque, il che permette l'ossigenazione degli strati profondi.

Tra le acque piu' dense ci sono quelle dei mari chiusi e poco profondi, quali il Mar Morto, dieci volte piu' salato della media dei mari, tant'e' che non e' abitato da alghe o pesci (capirete che il nome e' azzeccato...).
La sua densita' puo' arrivare fino a 1,24 kg/l.

Il Mar Caspio invece ha un'acqua molto piu' dolce di quella della media dei mari. La sua salinita' e' un un terzo rispetto alla media.

I segreti delle mongolfiere: conclusioni

Eccoci al terzo appuntamento sui segreti delle mongolfiere. Con somma tristezza vi svelo che docrebbe essere pure l'ultimo!!!

La volta scorsa avevamo visto come la spinta di Archimede dovuta all'aria sia generalmente trascurabile. Nel caso di una persona di 85 kg la spinta (verso l'alto) di Archimede vale circa un millesimo della forza peso che ci spinge verso il terreno.

Il discorso non vale piu' se consideriamo un oggetto enorme e riempito di materiale a bassa densita' come un aerostato!

Giusto per fare qualche stima grezza, il cesto di una mongolfiera e il suo contenuto (bruciatori, combustibile, passeggeri) peseranno qualche quintale, facciamo un 500 kg (magari qualcosa meno, ma facciamo cifra tonda).
Il pallone ha un raggio di circa 10 m, corrispondente ad un volume di circa 4000 m^3, che per quanto detto precedentemente, corrisponde a circa 4000 kg (non state leggendo male!) di aria alla densita' standard.
Solo che invece di esserci aria standard, c'e' un gas piu' leggero, ad esempio aria calda o elio.
Nel caso di una mongolfiera, la spinta di Archimede e la forza peso piu' o meno si equivalgono, ne consegue che l'aria calda che occupa la mongolfiera deve avere una densita' tale che la sua massa sommata ai 500 kg del cesto sia circa pari alla massa di aria standard spostata (4000 kg).

Ne consegue che calda all'interno del pallone deve pesare circa 3500 kg, ovvero deve avere una densita' all'incirca di 1/8 inferiore a quella standard.

Ovviamente questi valori sono solo stimati, ma rendono bene l'idea che piu' aumentiamo il volume di un oggetto riempiendolo di una sostanza meno densa del mezzo in cui e' immersa piu' la spinta di Archimede si manifesta efficacemente.

Le stesse considerazioni si possono applicare a molte altre cose, per esempio ad una nave, che galleggia pur avendo una massa enorme.

I segreti delle mongolfiere: uno sguardo piu' approfondito

Come promesso torno a riparlare di mongolfiere. In precedenza avevo spiegato
perche' una mongolfiera vola
, oggi voglio fare qualche calcolo per dimostrare quanto la conoscenza della fisica ci aiuti a comprendere il mondo che ci circonda.

Dicevamo che una mongolfiera e' sostenuta dalla spinta di Archimede. Galleggia come un canotto nell'acqua. Nel caso del canotto il fluido che esercita la spinta di Archimede e' l'acqua, nel caso della mongolfiera l'aria.
L'intensita' della spinta di Archimede e' pari al peso del fluido spostato.

Tutti sappiamo che nell'acqua galleggiamo, perche' la nostra densita' e' lievemente inferiore a quella dell'acqua, pari a 1000 kg/m^3, un metro cubo d'acqua pesa una tonnellata.

In un fluido con densita' inferiore, ad esempio l'olio, coleremmo a picco, in un fluido con densita' superiore galleggeremo ancora meglio. La cosa e' addirittura evidente considerando l'acqua della piscina e l'acqua del mare, che contiene sale. Tipicamente l'acqua marina e' piu' densa, infatti e' piu' semplice rimanere a galla in mare piuttosto che in piscina o in un fiume o in un lago. Andate a farvi un giro sul Mar Morto, tra i piu' salati del globo, per convincervene.

Ma qual e' la spinta di archimede dovuta all'aria?
La densita' dell'aria varia a seconda delle condizioni atmosferiche, ma come standard si puo' assumere il valore 1.225 kg/m^3. Ovvero un metro cubo d'aria pesa 1.225 kg.

Sapessimo il volume occupato dal nostro corpo potremmo sapere qual'e' il peso dell'aria che spostiamo. Per quanto detto prima la densita' del nostro corpo e' di poco superiore a quella dell'acqua, quindi per conoscere il volume che occupiamo con una discreta approssimazione e' sufficiente conoscere la nostra massa e dividerla per la densita' dell'acqua.

La mia massa e' di circa 85 kg, ovvero occupo all'incirca 0,085 m^3, equivalenti a 85 dm^3 (o 85 litri...). Cio' significa che un cubo di neanche 50 cm di lato mi potrebbe contenere tutto.
La spinta di Archimede che l'aria esercita' su di me e' data dal prodotto del volume del mio corpo (V) per la densita' dell'acqua (d) per l'accelerazione di gravita' (la famosa g, 9.81 m/s^2).

S = V x d x g = 0.085 m^3 x 1.225 kg/m^3 x 9.81 m/s^2 = 1.02 N

L'intensita' e' pari al peso di una massa di poco superiore ad un etto, dunque abbondantemente trascurabile per me che peso 85 kg.

La prossima volta vedremo come nel caso dei grandi volumi di una mongolfiera la situazione cambi radicalmente.

A presto!

Garching meeting: PSF di una lente di Laue, studio per una lente di Laue asimmetrica

Gia ' che ci siamo pubblico pure una presentazione tenuta a Marzo a Garching che racconta un po' di cose sulla PSF di una lente di Laue.
Nella presentazione sono contenuti estratti da un articolo a mio unico, all'epoca non ancora pubblicato.[1]

Inoltre viene studiata la possibilita' di utilizzare una lente di Laue con una forte asimmetria. La rottura della simmetria cilindrica in una lente di Laue permette di risalire piu' facilmente alla posizione nel cielo di una sorgente di raggi X.

[1] http://dx.doi.org/10.1016/j.nima.2007.06.120

Laue meeting 08 Ottobre 2007

Il mio lavoro al dipartimento di fisica consiste prevalentemente nello scrivere e mantenere un codice per lo studio di uno strumento noto come lente di Laue. L'aggieggio miracoloso sfrutta la diffrazione di raggi X da parte della struttura reticolare dei cristalli: deviando opportunamente i fotoni e' possibile concentrarli.

Oggi a Ferrara c'e' stata una riunione in cui molto mio lavoro e' stato presentato, ma non da me. Tralascio ulteriori spiacevoli approfondimenti sul tema e dico solo che la vita del precario e' triste e perigliosa: tanto lavoro e sofforenza, pochi soldi e gloria. Ma qualcun altro ci guadagna alle tue spalle...

Mi e' stato chiesto di preparare una presentazione per la riunione di oggi relativa agli effetti di inevitabili imperfezioni causate nell'assemblaggio dei cristalli.
Ah! questo mi e' stato chiesto Venerdi' alle due, cosa che mi ha obbligato a lavorare nel week-end. Il fatto che tutto questo lavoro sia stato tagliato perche' qualcun altro ha sforato con i tempi e' solo l'ennesima delusione della brillante carriera di un precario.
E' un peccato perche' questa volta tra gli uditori c'erano rappresentanti di tante aziende a cui mi sarei potuto rivolgere per trovare un lavoro. Purtroppo non mi e' stat data questa possibilita' e men che meno si e' sottolineato il fatto che certi risultati si sono potuti ottenere solo grazie al mio lavoro.

Beh! Se a qualcuno interessasse la presentazione e' questa.

I segreti delle mongolfiere

L'idea di questo post mi e' venuta guardando il cielo di Ferrara, in questi giorni popolato dalle mongolfiere in occasione del Ferrara Balloon Festival.

Una mongolfiera vola per lo stesso motivo per cui una nave galleggia: la sua densita' e' inferiore a quella del fluido che la circonda.
L'aria che respiriamo e' un fluido, esattamente come l'acqua del mare. Quando un oggetto viene inserito all'interno di un fluido, sia esso allo stato liquido o aeriforme, riceve una spinta verso l'alto, dunque in verso opposto alla forza peso.
L'intensita' della spinta di Archimede e' pari al peso del fluido che viene spostato a causa della presenza del corpo.

Quando le due forze si equivalgono il corpo immerso non va ne su ne giu', quando prevale la forza peso un oggetto sprofonda (ad es. un sasso), mentre quando prevale la spinta di Archimede un oggetto tende a riemergere (ad es. un pallone). Per questo motivo mantenere un pallone sott'acqua richiede uno sforzo: e' piu' o meno equivalente a tenere sollevato in aria un uguale volume d'acqua!

Presto tornero' per raccontarvi qualcosa di piu'!

Accelerazione di gravita': un simpatico esperimento

Mi capita spesso di raccontare ai miei studenti che l'accelerazione con cui un oggetto cade, in mancanza di forze d'attrito, ha sempre lo stesso valore: 9.8 m/s^2.
Per questo motivo due oggetti, indipendentemente dalla loro massa, abbandonati nel medesimo momento e dalla stessa altezza, cadranno appaiati fino a toccare il suolo contemporaneamente.
Nei libri spesso si riporta l'immagine di un sasso e di una piuma che cadono con lo stesso moto in un tubo in cui e' stato ricavato il vuoto.
La nozione impartita viene spesso accolta come un dogma e si scontra con la loro esperienza, viziata dalla presenza dell'attrito.

Per far accettare il concetto ai miei studenti eseguo una dimostrazione pratica molto convincente, solitamente usando una moneta e un pezzetto di carta, ad esempio uno scontrino. Nonostante la lezione appena impartita, se chiedo loro cosa si aspettano molto probabilmente mi risponderanno: "La moneta cadra' per prima perche' e' piu' pesante!".

A questo punto appallottolo lo scontrino e lo faccio cadere contemporaneamente alla moneta: contrariamente alle loro attese i due oggetti cadono parallelamente toccando il suolo nello stesso istante.
Appallottolando lo scontrino, la resistenza aerodinamica si riduce drammaticamente e diventa trascurabile se paragonata alla forza peso.

Riscaldamento globale e precipitazioni



Un paio di giorni fa ho pubblicato un post sul riscaldamento globale.
Oggi voglio aggiungere qualche informazione a quanto detto in precedenza relativamente al cambiamento nelle precipitazioni atmosferiche.

La cartina mostra il cambiamento del livello di precipitazioni atmosferiche nel secolo scorso.
Confrontando quaesta cartina con quella del post precedente, si puo' notare l'assenza di correlazione tra variazione di temperatura e variazione nel livello di precipitazioni. Vero e' che in Italia siamo abbastanza messi male poiche' l'aumento di temperatura e associato ad una diminuzione di precipitazioni con conseguenze evidentemente negative sotto diversi aspetti, soprattutto di natura economica.
Dall'agricoltura all'allevamento, dall'industria alla gestione del patrimonio boschivo, la combinazione dei due eventi ha effetti terribili.

A dire il vero dove piove di piu' pare non siano tutte rose e viole...
Le precipitazioni dove sono aumentate pare lo abbiano fatto sotto forma di fenomeni intensi e violenti, con un conseguente danno economico.
La spesa, corretta per l'inflazione, e il numero degli eventi catastrofici dal 1950 mostra un trend preoccupante.

I mezzi di disinformazione credo dovrebbero sottolineare maggiormente questa tematica realtiva al riscaldamento globale: il messaggio che passa e' che d'Estate c'e' caldo (scoperta sensazionale ...), mentre il messaggio che dovrebbe passare e' che il riscaldamento globale (0.74 ± 0.18 °C negli ultimi cento anni stando) ha effetti collaterali ben tangibili e immediati, che necessitano di soluzioni ben piu' costose di un gelato o di un climatizzatore.

Avete ancora intenzione di sottovalutare il problema?

Riferimenti bibliografici
Ho pubblicato i dati pubblici reperibili presso il sito dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Il sito e' pieno di dati interessanti e ne consiglio un'esplorazione.

Cosa ne pensano gli scienziati?
La comunita' scientifica e' molto prudente in merito, ma ritiene di avere sufficienti indizi per sostenere la causa antropica del riscaldamento globale.
La mia opinione e' che questa presa di posizione sia la piu' seria in assoluto in attesa di prove certe (nel volgere di pochi anni ne sapremo sicuramente di piu'...).
Tendo a diffidare di chi sostiene, con toni da tifoso di calcio, che il fattore antropico e' ininfluente o viceversa che e' la sicura causa del riscaldamento globale.
Ho l'impressione che costoro, e ne ho conosciuti parecchi, siano persone scarsamente informate dei fatti oppure che siano spinti da interessi che di scientifico hanno ben poco.

L'Italia, il riscaldamento globale e i media

In questi giorni si e' sentito parlare di riscaldamento globale e del fatto che in Italia questo sia 4 volte superiore alla media mondiale.

L'argomento mi interessa molto e tornero' sicuramente sulla questione.
Per adesso pubblico un dato scientificamente valido (fonte www.ipcc.ch): la carta con le tendenze di variazione della temperatura misurate dal 1976 al 2000. Come si puo' vedere ci sono zone con pallini rossi (aumento di temperatura) e pallini blu (diminuzione della stessa).
Grosso modo la temperatura aumenta ovunque, anche se ci sono poche zone dove localmente si assiste ad una diminuzione della temperatura media.

In Italia, ma in Europa in generale il riscaldamento e' visibilmente piu' consistente della media globale. Qualche giorno fa, alcuni media italiani, si devono essere accorti dell'esistenza di questi dati (pubblici da svariati anni) e hanno fiutato l'occasione di fare allarmismo pseudo-ingiustificato. In realta' l'allarme esiste, ma e' globale e se noi siamo messi male consoliamoci: siamo in buona compagnia :(

Nei prossimi giorni, tempo permettendo, pubblicher0' altri post con una analisi quanto piu' obiettiva su dati ottenibili da fonti scientifiche affidabili.

Metodi alternativi per accendere una sigaretta

Oggi mi sovviene un argomento leggero che mettera' in luce la capacita' di un fisico di risolvere i problemi con fantasia ed eleganza!

Vi e' mai capitato di piombare nella disperazione perche' avete per le mani una profumatissima bionda e non siete in grado di accenderla? Non e' una situazione piacevole, soprattutto quando la bionda non e' una sigaretta, ma se fosse una sigaretta con quanto leggerete oltre potreste risolvere tutti i vostri guai!

Ebbene si', lo confesso, sono un fisico, un fisico tabagista, ovvero fumo.
Oggi come spesso nella mia vita, mi e' capitato di ritrovarmi senza accendino e per questo di scivolare lentamente in una spirale di disperazione senza fine.

Fortunatamente, la mente brillante di un fisico, stimolata da una crisi d'astinenza da nicotina, e' in grado di fornire risposte stupefacenti.

L'illuminazione e' stato un lampo luminosissimo nella notte piu' tenebrosa.

Guardo sulla cattedra e capisco: un righello gadget del dipartimento di fisica contenente una pseudo lente d'ingrandimento. [AGGIUNGERE FOTO]
Il Sole splendente delle 13 e 30 ha fatto il resto: sono uscito all'aria aperta e dopo qualche secondo focalizzando i raggi solari con il righello (!) sono riuscito ad appicciare la sigaretta e ad esaudire i desideri del demone drogato che domina la mia mente, alliterando in qua e in la' :)

Non e' la prima volta che do una soluzione originale al problema di accendere una sigaretta: quest'estate, con il dipartimento deserto, ho risolto sfruttando uno stagnatore :)

Nel pomeriggio discutendo con i colleghi fisici tabagisti sono emersi altre due soluzioni originali: sfruttando una lavagna luminosa (il dipartimento ne e' pieno) e le piastre elettriche della cucina del dipartimento.

Riassumo ora una lista (che forse espandero') dei metodi alternativi per accenedere una sigaretta:
  1. Stagnatore
  2. Lente di ingrandimento
  3. Lavagna luminosa
  4. Cucina elettrica
Spero a breve di corredare il post con materiale audiovisivo.